Iscrizione al bollettino settimanale

«… La sua opera è opera di Dio e le opere di Dio vanno avanti da sé!»

Intensi e continui sono stati i rapporti di Pio X con Padre Annibale. Innanzitutto è stato forte nel Padre il desiderio di richiamare l’attenzione del Papa sul comando di Gesù: “Rogate ergo Dominum messis, ut mittat operarios in messem suam” (Mt 9,38; Lc 10,2). Soprattutto nelle due udienze del 1906 e del 1909 chiese al Papa, insieme alla benedizione per i bambini e i poveri accolti nei suoi Istituti, di far propria la preghiera rogazionista. E Pio X rilevò che egli aveva trovato modo di “far eco al comando di Cristo”.

Anche nei periodi più duri per le finanze dei suoi Istituti, Padre Annibale non chiese mai al Papa del de­naro, ma solo benedizioni. Pio X si meravigliò, infatti, quando fu informato da Don Orione che Padre Annibale, in occasione del terremoto, non aveva voluto chiedere contributi ma solo benedizioni ed indulgenze. In realtà il Padre era solito dire: “Il Papa ha da provvedere a tutto il mondo, non bisogna perciò ricorrere a lui per cose materiali, ma solo per favori spirituali”. E ci pensarono Don Orione per Messina e Mons. Di Tommaso per Oria. Così, grazie all’interessamento di Don Luigi Orione, in occasione del terremoto del 1908, Pio X donò una chiesa di legno che venne costruita sopra un’area libera al Quartiere Avignone: fu la prima chiesa pubblica dei Rogazionisti. Nel 1909 il Padre fu ricevuto in udienza dal Papa insieme al vescovo di Oria, Mons. Di Tommaso. Pio X seppe che si era in trattative per l’acquisto del Convento di San Pasquale, in Oria, ed espresse subito il desiderio di contribuire.

Padre Annibale dal canto suo non perdeva occasione per far pervenire al Sommo Pontefice, opuscoli, numeri del suo giornale «Dio e il Prossimo» ed offerte frutto dei “fioretti” e dei lavori dei “suoi piccoli orfanelli”. A Pio X indirizzò alcuni versi per celebrarne la figura e il suo pontificato e per la Festa del 1 Luglio del 1910 scelse come titolo eucaristico: “Gesù tenero e dolce amante dei pargoletti”, anticipando in qualche modo il Decreto del Papa sulla Comunione eucaristica ai fanciulli.

Nel “Libro dei divini benefici” nota al 1909: «Quest’anno abbiamo avuto grande avvicinamento col S. Padre Pio X, udienze private, per me, per le suore, benedizioni, aiuti». Notando che, per grazia di Dio, le cose andavano migliorando ne attribuiva il merito alle preghiere del Santo Padre, e diceva: «…come sono vere le parole del Papa. Alle mie lamentele sulle difficoltà e sui disagi per malattie, privazioni ed altro dei miei figliuoli, egli mi rispose: "Stia tranquillo, signor Canonico: la sua opera è opera di Dio e le opere di Dio vanno avanti da sé!"».

 

Fonte: https://www.padreannibale.altervista.org

 

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