“Resta incontroverso l’aver Egli superato il suo tempo, ed anticipato, come messo di Dio, il nostro presente e lo stesso avvenire”
Hanno detto di Lui
Pio X è "il Genio che ha fatto convergere tutti gli sforzi del suo amore e della sua intelligenza a restaurare con meravigliosa efficacia, quel capolavoro di architettura religiosa, morale e sociale che si chiama Chiesa Cattolica”.
"Sensibilissimo di cuore, aveva del dovere una coscienza vigilantissima, alimentata da prudenza riflessiva e coraggiosa; affrontava con decisione le gravi responsabilità del suo posto; sereno l'animo per una fede incrollabile nei disegni della Provvidenza.
"L'amore alla giustizia lo rendeva austero, a volte severo nell'esigere obbedienza, nel difendere i diritti di Dio, nell'affermare l'indipendenza della Chiesa".
"La bontà naturale, santificata dalla grazia dello Spirito Santo e resa più cara da una incantevole semplicità di modi, si irradiava da Lui in innumerevoli atti di carità, sempre intelligente, spesso eroica".
Questa casa, culla del grande e venerato Giuseppe Sarto non parla di ricchezze e di potenza, ma soltanto di fede, carità e di umiltà.
Essa è scuola, è esempio, è monito: qui le anime sentono il soave richiamo allo spirito di povertà.
Ecco la voce, che risuona della casa natale di Pio x!
Immensamente Egli, Vicario di Cristo, comprese Cristo, la forza di Cristo, l’amore di Cristo e per l’amore visse, all’amore si consacrò, per l’amore mori.
«San Pio X è il più grande fra tutti quelli che si sono seduti sul Trono di Pietro»
Il 7 settembre 1914 Padre Pio, scrivendo a padre Agostino, così lo commemorava: «Anima veramente nobile e santa, che la Roma non ebbe mai un’altra eguale. Nato di popolo, non smentì mai la sua umiltà. Egli fu veramente il Pastore supremamente buono, il Re estremamente pacifico, il dolce e mite Gesù in terra. Oh!, noi lo ricorderemo il pontefice buono, più per aver un intercessore presso l’altissimo, che per fare salire al cielo la nostra preghiera fervida per il riposo della sua anima grande. Egli è stato la prima, la più grande e la più innocente vittima della guerra fratricida che assorda d’armi e d’armati e riempie di terrore l’Europa tutta. Egli non potette più resistere allo scatenarsi della spaventosa tempesta ed il suo cuore che per tutta la vita era stato una fonte di un apostolato di pace su tutto il mondo, si spezzò in uno schianto di dolore. Veramente egli venne a mancare a questo mondo unicamente pel grande amore che gli bruciava nel petto».
L’ammirazione del Cappuccino stigmatizzato si trasformò in devozione dopo la canonizzazione, proclamata da Pio XII il 29 maggio 1954, come attesta una reliquia del Papa santo, trovata fra quelle che custodiva nella cella n. 5.
«Io non ho conosciuto né Leone XIII né Pio X, ma certo quest'ultimo è la più simpatica delle figure di tutti i Papi, che io so da S. Pietro in poi, semplice e umile tanto da poter assomigliare a Gesù».
Alberto Del Fante, Per la Storia: Padre Pio Di Pietrelcina, Il Primo Sacerdote Stigmatizzato
’’Colui che per ispregio fu proverbiato dai nemici della chiesa ... come «pretucolo di campagna» appare ormai uno de' più grandi e santi Papi che lo Spirito Santo ha posto sulla sedia di Pietro’’
"Dalla persona emanava una attrattiva di mitezza ed insieme di forza, da lasciare ognuno conquiso. L'intelligenza pronta e penetrante, la volontà forte e risoluta, il temperamento franco e naturalmente impetuoso, contenuto però da forte dominio di sé.
"La lunga esperienza del ministero favoriva l'innato buon senso, che si esprimeva nella immediatezza dei problemi e nella rapida ed appropriata soluzione".
"Pio X fu il papa che amò l'Italia nella luce della fede. L'Italia scriverà un giorno nella storia di questo periodo che noi vivemmo, che la lotta col papato si chiuse con l'ascesa al trono di Pio X".
“... mentre ne parlavate, Pio X fissandovi, e dirò così, tenendovi fermo con quei suoi occhi penetranti, vi scrutava a fondo, quasi per precauzione; rispondendovi poi con cauta accortezza, mostrava subito una percezione rapida, una grande intuizione, uno spirito pratico e positivo …”.
"Mentre gli parlavate, Pio X fissandovi e, dirò così, tenendovi fermo con quei suoi occhi penetranti, vi scrutava a fondo, quasi per precauzione; rispondendovi poi con cauta accortezza, mostrava subito una percezione rapida, una grande intuizione, non tanto dell'uomo in genere, che serve a poco, quanto degli uomini singoli di cui valersi oda cui guardarsi; uno spirito pratico e positivo, anche in politica ed una prontezza a decidere".
Di quella sua casa natale un altro grande avrebbe fatto un palazzo sontuoso, o l’avrebbe almeno adornata di ogni preziosità della ricchezza e dell’arte, come talvolta si ama incastonare nell’oro la prima moneta guadagnata col sudore della fronte.
Egli no: Egli volle che rimanesse la povera casetta di Riese, che continuasse ad ospitare la antiche e modeste mobilie, che Lo videro fanciullo e giovanetto.
Poesia?
No! Senso altissimo di virtù cristiana.
Anche quando insegna, richiama, condanna, Pio X parla con un cuore che, soprattutto, ama.
"Nella Cattedra romana, Pio X manifestò subito al mondo stupito ed ammirato, sovrana grandezza, virtù eroica, sapienza di governo ed affascinante bontà, in una ascesa di anno in anno sempre più palese nella via sublime della santità.
"Di statura media, di corporatura complessa, di amabile fisionomia; l'occhio vivo e penetrante, l'incedere lento quasi affaticato, naturalmente maestoso; il gesto largo, misurato, paterno; il parlare semplice, familiare, persuasivo nello spiccato accento veneto".
"Pio X fu spirito puramente apostolico, onde senza nulla togliere al valore assoluto del Suo intelletto e della Sua dottrina, è certo che la qualità in Lui predominante, quella cui Egli si affidò per esserne guidato e diretto e da cui trasse le ispirazioni delle decisioni più importanti, fu l'altissimo sentimento, l'intuito spontaneo ispirato dalla fede".
