
La Caritas Tarvisina è l’organismo pastorale, istituito nella Diocesi di Treviso, al fine di promuovere la testimonianza della carità nella comunità ecclesiale, in forme consone ai tempi e alle necessità, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica. La Caritas Diocesana è lo strumento ufficiale della Diocesi per la pastorale della carità e per la promozione ed il coordinamento delle iniziative caritative ed assistenziali. (Art. 1 Statuto Caritas Tarvisina).
Caritas è un organismo ecclesiale e pastorale in quanto tale la sua forma e la sua struttura rispecchiano quelle della Chiesa stessa. Così come non esiste parrocchia senza diocesi, Chiesa locale guidata dal Vescovo, successore degli apostoli, allo stesso modo la Caritas parrocchiale non può esistere senza un riferimento alla diocesi e alla Caritas diocesana. Il rapporto tra Caritas parrocchiale e la Caritas diocesana non può che rispondere al criterio della comunione con il Pastore, perché la carità, così come la catechesi e la liturgia, costituisce uno dei capisaldi del servizio pastorale del Vescovo.
Le finalità della Caritas diocesana sono molteplici:
- Animare la comunità nel senso della carità e della giustizia;
- Coordinare le iniziative ecclesiali relative alla carità e alla promozione umana, operando con gli altri uffici di pastorale diocesana e con la Caritas Italiana;
- Promuovere, aiutare ed armonizzare le Caritas parrocchiali e vicariali, secondo le indicazioni del Vescovo;
- Favorire e sostenere il volontariato, specialmente se di iniziativa cristiana;
- Formare gli animatori delle Caritas parrocchiali e gli operatori della carità;
- Sensibilizzare la Chiesa locale al problema della fame, del sottosviluppo e delle varie forme di sfruttamento della persona;
- Sostenere la solidarietà nelle emergenze, sia a livello locale che internazionale;
- Avviare iniziative concrete rivolte a bisogni di particolare gravità, attivando opere-segno come modello e profezia.
Caritas Parrocchiale: Casa della Carità (Piazzale della Chiesa), Via Schiavonesca, Riese Pio X
Responsabile: Parroco Don Giorgio Piva, Telefono 0423 483105
Referente: Giuseppe Tonin, Quartiere Longhin 49, Riese Pio X, tel. 0423 454176, cellulare 333 2146996
Orari apertura della Casa della Carità (dietro la Chiesa Parrocchiale): vedere il modulo a destra
Resoconto del 2025
- Nell'anno 2025, con il sostegno di tante persone e alcune aziende, siamo riusciti ad aiutare una media di 22 famiglie in difficoltà delle nostre comunità.
- Nel nostro centro Caritas, rimasto aperto per 26 venerdì dalle 15 alle 17, abbiamo preparato e consegnato un totale di 455 borse alimentari.
- Un grazie di cuore a tutti dal Gruppo Caritas e dalle famiglie che si sono trovate nel bisogno.
La casa della Carità
Intervento di Don Davide Schiavon, direttore della Caritas Diocesana, alla inaugurazione/benedizione della "Casa della Carità" il 21 agosto 2017, festa liturgica di San Pio X.
"La Casa della Carità è un'opera che dice la solidarietà di questa terra ..."
Saluto cordialmente Sua Eminenza, il parroco, i sacerdoti presenti e tutti voi qui convenuti in questa importante festa di San Pio X. Porto a tutti voi il ricordo fraterno del nostro Vescovo.
Come ricordato da Sua Eminenza, è veramente significativo che in questa circostanza venga inaugurata la Casa della Carità. Essa vuole essere un segno che ci ricorda che i poveri sono sempre con noi.
È un'opera che dice la solidarietà di questa terra, ma che ci invita anche a ricordarci che la prima Casa della Carità è il nostro cuore.
Dobbiamo aprire le porte della nostra vita ai fratelli che sono in difficoltà. Prima del migrante, del disabile, del carcerato siamo chiamati a guardare all'uomo, alla sua dignità, ad onorarlo con scelte di condivisione e di comunione.
I poveri sono un piccolo popolo che cammina nelle nostre città senza fare rumore. Disoccupati, padri separati, migranti, donne sole, persone fiaccate da un destino sadico e vigliacco: stanno in strada, nelle stazioni, nei dormitori, nei centri di accoglienza. La condizione di chi vive non avendo una dimora stabile è da considerarsi come una delle forme più gravi di povertà estrema e di esclusione sociale.
Sono invisibili, soprattutto perché non vogliamo vederli. Ma sono un'umanità tanto quanto noi, e come noi soffrono, sognano, pensano, amano. Solo con molta più tristezza e rassegnazione. Troppo poca è la tutela della loro dignità. Ma non possiamo abituarci alla logica dello scarto e dell'indifferenza anzi ci chiede di prenderci a cuore le vicende di ogni uomo, di vivere una profonda attenzione e compassione verso le sue sofferenze, di non rimanere intrappolati nel nostro individualismo e di generare relazioni capaci di risaldare il legame della fraternità.
Siamo chiamati ad essere chiesa in uscita, capace di farsi prossima e di farsi carico delle sofferenze altrui. Come comunità cristiana siamo invitati a tradurre in scelte concrete, come questa opera, l'I Care verso i più deboli ed indifesi. La Carità di Cristo ci chiede di riconoscere che ognuno è una terra sacra.
Troppo spesso le logiche del potere diventano escludenti e relegano i più fragili nei bassifondi della povertà. Essere misericordiosi significa non abbandonare questi fratelli nell'anonimato e nell'indifferenza e levar voce contro tutto ciò che sfigura la dignità dell'uomo.
Non possiamo abituarci all'inequità, ma siamo invitati a fare la nostra parte. Sarà pure una goccia nell'oceano, ma per qualcuno può diventare fonte di speranza e di vita nuova.
Grazie di cuore per il vostro impegno. Buon cammino a tutti.

